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E’ morto Roberto Roversi Bologna perde il suo poeta

E’ morto Roberto Roversi Bologna perde il suo poeta

Lo scrittore – che aveva partecipato alla Resistenza – si è spento ieri a 89
anni. Fondatore delle riviste “Officina” e “Rendiconti”, compose testi di
canzoni per Lucio Dalla e gli Stadio. Napolitano: “Sensibile interprete delle
inquietudini della nostra società”

 

 

Roberto Roversi, poeta e scrittore, intellettuale e
coscienza critica di una città e del paese intero, si è spento ieri a Bologna:
era nato il 28 gennaio 1923, e l’anno prossimo avrebbe compiuto 90 anni. Per suo
desiderio, i familiari hanno dato l’annuncio della sua scomparsa solo oggi. E
sempre per suo desiderio non vi saranno cerimonie, né pubbliche né private, né
commemorazione né camera ardente. 


 



 


Lascia la moglie Elena, accanto
a lui sempre, anche nella lunga avventura della libreria antiquaria Palmaverde. 


 


Roberto Roversi ci lascia appartato e discreto, come ha sempre vissuto.
E’ stato un gigante della cultura italiana: a fianco di Pasolini e Leonetti
nella redazione di Officina, a fianco di Lucio Dalla nella creazione di
tre dei suoi album più belli e significativi, scrittore di romanzi e di versi e
“fogli sparsi”, come amava dire. Ma soprattutto a fianco di chiunque ne
chiedesse il consiglio, una lettura, parole. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1943 Roversi si era arruolato fra i partigiani, appena ventenne, e aveva combattuto nella Resistenza in Piemonte.

Dopo la fondazione della rivista Officina, nel 1955, e poi di Rendiconti (nel 1961) attorno alla metà degli anni Sessanta decise di compiere una scelta destinata a segnare profondamente la sua attività letteraria: smise di pubblicare con i grandi editori, limitandosi esclusivamente a fogli fotocopiati distribuiti liberamente e a collaborazioni con piccole riviste autogestite.

Negli anni Settanta Roversi ha scritto numerosi testi di canzoni per Lucio Dalla (per gli album “Il giorno aveva cinque teste”, “Anidride solforosa” e, sotto pseudonimo, “Automobili”), e successivamente altri per il gruppo degli Stadio (ad esempio, “Chiedi chi erano i Beatles”, il più grande successo del gruppo, ma anche “Maledettamericatiamo” e “Doma il mare, il mare doma” dedicata a Maradona).

E’ la terza figura di rilievo del mondo della cultura bolognese di cui la città piange quest’anno la scomparsa, dopo Lucio Dalla e Stefano Tassinari.

Il capo dello Stato. Giorgio Napolitano esprime in una nota la sua “commossa partecipazione al lutto del mondo della cultura e della città’ di Bologna per la perdita di un poeta, scrittore e intellettuale profondamente legato alla sua terra, sensibile interprete delle inquietudini e delle trasformazioni della nostra società”.

Errani. “Aspettavamo i suoi 90 anni per poterlo festeggiare, lui sempre così schivo e lontano dai riflettori della banale mondanità. Volevamo fargli sentire il debito di riconoscenza che questa terra aveva contratto con lui”. Cosi’ il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. ”Era un intellettuale di profilo europeo, colto e curioso, un poeta appartato e allo stesso tempo un autore di testi per canzoni che ha lasciato un segno nella musica italiana, un organizzatore culturale che sapeva cogliere le novità del mondo”, sottolinea Errani. ”Roberto Roversi era anche mosso da una fermissima passione civile e da un amore grande per Bologna, della quale era osservatore critico e spesso poco accomodante. Le istituzioni e il mondo della cultura dovranno trovare il modo più consono per rendere omaggio al suo lavoro e alla sua figura”.

Il cordoglio del Comune. “E’ con dolore che apprendiamo della scomparsa di Roberto Roversi”, scrive in una nota il sindaco Virginio Merola a nome dell’amministrazione comunale. “Partigiano, uomo di cultura, persona che della scrittura ha saputo fare un’arte interpretandola in ogni suo aspetto. E’  l’ennesimo lutto del modo della cultura bolognese, se ne va uno dei più grandi intellettuali che questa città abbia avuto. Una grande perdita”.

 

 

(15 settembre 2012)

 

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/09/15/news/boilogna_cultura_in_lutto_morto_roberto_roversi-42583619/?rss

Pubblicato in data 02/ago/2012 da ekecedevoskrive
Dall’album “Di volpi, di vizi e di virtù” (1995)
(Roberto Roversi / Gaetano Curreri – Andrea Fornili)


Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica…
Merica sei un gelato che lecco
dentro un tramonto di fuoco…
Merica con te basta poco per essere
canna di fucile…
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
con le farfalle scimmie
e il sole che è un melone secco
Merica Merica Merica Merica…
Merica sei un aquilone alzato dallo sbadiglio del vento,
ma la tua rabbia la sento, corre sulle autostrade…
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Nelle tue case di vetro hai più topi che uomini
Merica sui tuoi fiumi gelati
sangue di messicano o di balena…
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica…
Tutta vestita di giallo
coperta di polvere dura
Merica senza confini
con piume di pappagallo
se taci mi fai paura…
Tu non hai più vent’anni
e non hai più i bisonti
oggi milioni d’auto
dall’alba alla notte più fonda
passano sopra i tuoi ponti…
Su un cartellone di legno
la pubblicità di un tacchino
ma sulle strade infinite
molte volte ho visto piangere il sole
abbandonato come un bambino…
Oh Merica Merica Merica
la Merica dei treni
la Merica dei cani
la Merica dei veleni
e quella che corre via
inseguendo su una vecchia Ford
il Settimo Cavalleria…
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica
Oh Merica Merica
Merica Merica Merica Merica…


 

 
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